«L’esempio più notevole è in una delle opere più celebri della National Gallery, ovvero Il battesimo di Cristo di Piero della Francesca – ed è l’uomo che si toglie la camicia.
C’è qualcosa di misteriosamente rasserenante nel fatto che anche cinquecento anni fa ci si togliesse la camicia proprio come facciamo noi oggi, e questo elemento di naturalismo è ancora più vivido per il contrasto con le figure ieratiche del Cristo e del Battista in primo piano, che sono, come tutte le figure dei quadri di Piero, austere e per niente sorridenti, pochissimo adatte alla pubblicità di un dentifricio».
(Alan Bennett, Una visita guidata, Adelphi 2008)
“Durante tutto il giorno osservo la natura, le persone che camminano nelle strade, l’agitarsi dei rami al vento, i riflessi prodotti dalle luci al neon e dai fari delle automobili in una notte piovigginosa, le meravigliose fenditure del selciato, e nello stesso tempo il susseguirsi dei sentimenti, l’intero complesso della realtà interiore ed esteriore. L’uomo è parte del tutto organico della natura. Mentre saldo una scultura, nessuna idea cosciente si insinua nel lavoro. Ho occhi solo per la realtà di ciò che accade davanti a me”.
85 sculture, 56 disegni, 26 gioielli dal 1929 al 1996 per “Le grandi mostre nei Sassi”
Matera, 14 giugno-18 ottobre 2008
L’immagine di me voglio che sia
sempre ventenne, come in un ritratto;
amici miei, non mi vedrete in via,
curvo dagli anni, tremulo, e disfatto!
Col mio silenzio resterò l’amico
che vi fu caro, un poco mentecatto;
il fanciullo sarò tenero e antico
che sospirava al raggio delle stelle,
che meditava Arturo e Federico,
ma lasciava la pagina ribelle
per seppellir le rondini insepolte,
per dare un’erba alle zampine delle
disperate cetonie capovolte…
(Guido Gozzano)
[Di parole – in questo momento – non ne ho.
Ho sempre avuto un debole per l’intelligenza e te lo dico così, grata. Ciao Maria Strofa]
Il passaggio dall’amore all’odio è breve quanto quello tra la luce e le tenebre.
(Alda Merini)
Stefano Zuffi
Le donne che amano sono pericolose
Rizzoli, Milano 2008