33 agns indaûr

posted : Wednesday, May 6th, 2009

Il regno delle meraviglie

— Ma nel nostro paese, — disse Alice, che ancora ansava un poco, — generalmente si arriva altrove… dopo che si è corso tanto tempo come abbiamo fatto noi.
— Che razza di paese! — disse la Regina — Qui invece, per quanto si possa correre si rimane sempre allo stesso punto. Se si vuole andare in qualche altra parte, si deve correre almeno con una velocità doppia della nostra.

(Lewis Carroll, Attraverso lo specchio)

via » Vittorio Zucconi

posted : Tuesday, May 5th, 2009

posted : Wednesday, April 29th, 2009

Chi pensa...

La differenza tra gli uomini e le donne consiste in questo: che le donne parlano e gli uomini no. Gli uomini parlano solo quando hanno qualcosa da dire, mentre le donne parlano sempre di qualsiasi cosa.

– Gli uomini non parlano per il semplice motivo che non sanno cosa dire. Agiscono molto e pensano poco, per questo non parlano. Chi pensa parla.

(Luisella Fiumi, Come donna, zero): è tornata.

posted : Tuesday, April 28th, 2009

Accendiamo Internet (e svegliamoci una buona volta)!

[via La poesia e lo spirito]

posted : Monday, April 27th, 2009

Le mot juste

e il linguaggio umano è simile ad un tamburo rotto su cui battiamo melodie per farci ballare gli orsi, mentre ciò che desideriamo è fare musica che commuova le stelle.

• Online i manoscritti di Madame Bovary

posted : Tuesday, April 21st, 2009

Giorni umbri

Il sogno segreto
dei corvi di Orvieto
è mettere a morte
i corvi di Orte
.

(Toti Scialoja, ora in Versi del senso perso)

posted : Tuesday, April 14th, 2009

Volver

«Nell’esperienza che ne ho, la fatica-piacere di scrivere tocca ogni punto del corpo. Quando il libro è finito, è come se si fosse stati frugati con eccessiva intimità e non si desidera altro che riguadagnare distanza, ritornare integri. […] quando si smette di scrivere si ridiventa sé stessi, la persona che comunemente si è, nelle occupazioni, nei pensieri, nel linguaggio. Perciò ora sono di nuovo io, me ne sto qui, faccio le mie cose tutti i giorni, non c’entro col libro o, per dir meglio, ci sono entrata, ma adesso non posso più entrarci. Né d’altra parte il libro può rientrare in me. Non mi resta quindi che proteggermi dai suoi effetti, ed è quello che cerco di fare. L’ho scritto per liberarmene, non per restarne prigioniera».

(Elena Ferrante, da La frantumaglia)

posted : Saturday, March 14th, 2009