Lucro senza peccato

E un che d’una scrofa azzurra e grossa
segnato avea lo suo sacchetto bianco,
mi disse: «Che fai tu in questa fossa?
Or te ne va; e perché se’ vivo anco,
sappi che ‘l mio vicin Vitalïano
sederà qui dal mio sinistro fianco.
Con questi Fiorentin son padoano…

(Inferno XVII, 64-70)

No. Non fu espiazione, né per il padre, né per sé. Né tentativo di salvarsi l’anima.

Enrico Scrovegni, straricco senza sensi di colpa, fiero dei beni accumulati e orgoglioso della sua rapida ascesa sociale, offre alla sua città la Cappella degli Scrovegni guadagnandone ammirazione e gratitudine.

Facendone esaltazione della propria carriera e della propria persona, oltre che capolavoro dell’arte di tutti i tempi.

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Chiara Frugoni
L’affare migliore di Enrico. Giotto e la Cappella degli Scrovegni
Einaudi, Torino 2008

posted : Tuesday, January 13th, 2009