Birds on the Wires
by Jarbas Agnelli

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La terra e a lei concorde il mare
e sopra ovunque un mare più giocondo
per la veloce fiamma dei passeri
e la via
della riposante luna e del sonno
dei dolci corpi socchiusi alla vita
e alla morte su un campo;
e per quelle voci che scendono
sfuggendo a misteriose porte e balzano
sopra noi come uccelli folli di tornare
sopra le isole originali cantando:
qui si prepara
un giaciglio di porpora e un canto che culla
per chi non ha potuto dormire
sì dura era la pietra,
sì acuminato l’amore
.

(Mario Luzi, Natura)

posted : Friday, September 11th, 2009

“Debbono esserci isole verso il sud delle cose dove soffrire è qualcosa di più dolce, / dove vivere costa meno al pensiero, e dove è possibile chiudere gli occhi / e addormentarsi al sole e svegliarsi senza dover pensare“. (F. Pessoa)

Debbono esserci isole verso il sud delle cose dove soffrire è qualcosa di più dolce, / dove vivere costa meno al pensiero, e dove è possibile chiudere gli occhi / e addormentarsi al sole e svegliarsi senza dover pensare“. (F. Pessoa)

posted : Saturday, February 28th, 2009

Il sogno, questa neve dolceche bacia il viso, lo erode fino a trovarvisotto, sostenuto da fili musicali,l’altro che si sveglia.(Julio Cortázar, da Le ragioni della collera)
[Ostuni, la città bianca © Nicola Amato]

Il sogno, questa neve dolce
che bacia il viso, lo erode fino a trovarvi
sotto, sostenuto da fili musicali,
l’altro che si sveglia
.

(Julio Cortázar, da Le ragioni della collera)

[Ostuni, la città bianca © Nicola Amato]

posted : Tuesday, February 10th, 2009

Nous mourons de ce qui nous réduit.
(Edmond Jabès, Le seuil, le sable: poésies complètes 1943-1988, Paris 1990)

Nous mourons de ce qui nous réduit.

(Edmond Jabès, Le seuil, le sable: poésies complètes 1943-1988, Paris 1990)

posted : Thursday, December 25th, 2008

Sguardi


[Santa Cesarea Terme*]

Prima di innamorarmi di Micheddu, quando la mia vita non valeva una manciata di prugne secche, dividevo le persone in due categorie, quelle che hanno già visto il mare e quelle che non lo vedranno mai. Morire senza vedere il mare è una cosa molto triste, perché uno s’immagina il mondo come un’immensa crosta impestata da verruche di calcare e granito, con alberi cespugli e case a condimento. Sopra il mare invece, non ci cresce niente, tutto va e torna come le barche. La vita nel mare è tutta sotto, nascosta a chi non sa vedere oltre il visibile. Le persone che hanno visto il mare si riconoscono dagli occhi, perché ne conservano la meraviglia nello sguardo


[Vieste*]

* © Nicola Amato 2008

posted : Thursday, May 29th, 2008

posted : Wednesday, May 21st, 2008