…e il linguaggio umano è simile ad un tamburo rotto su cui battiamo melodie per farci ballare gli orsi, mentre ciò che desideriamo è fare musica che commuova le stelle.
• Online i manoscritti di Madame Bovary
Poiché alle cose divine si può accedere solo per simboli, ricorreremo ai segni matematici come a quelli più convenienti per la loro irrefragabile certezza.
(Niccolò Cusano, La dotta ignoranza I, XI)
Teoremi di uno spazio mentale e illusione ottica more geometrico demonstrata: Piero della Francesca dal codice al facsimile.
![Aspetto, temo non avere niente di meglio da fare…
MOTUS
Crac - Ics. Note per un filmTrani (Ba), 13 novembre 2008Fabrica Famae Teatro / Spazio O.F.F.
Ics - Racconti crudeli della giovinezza [X.03 movimento terzo]Bari, 15-16 novembre 2008Teatro Kismet](http://12.media.tumblr.com/kjgBtfypPg9fhiqpsmtgM3ueo1_500.jpg)
Aspetto, temo non avere niente di meglio da fare…
Crac - Ics. Note per un film
Trani (Ba), 13 novembre 2008
Fabrica Famae Teatro / Spazio O.F.F.
Ics - Racconti crudeli della giovinezza [X.03 movimento terzo]
Bari, 15-16 novembre 2008
Teatro Kismet
«In molti romanzi ha descritto con maestria la forma mentis del comunista reale (il vizio della delazione, ad esempio). Per questo alcuni sono pronti a credere che in gioventù – lo proverebbe un documento d’archivio – Milan Kundera abbia realmente denunciato un disertore anticomunista.
Ne è certo uno scrittore e critico italiano: “Il primo e più bel romanzo di Kundera, Lo scherzo del 1967, racconta l’episodio occorsogli nella vita (o meglio da lui stesso provocato) ma a parti rovesciate […] a Kundera è toccato in sorte di apparire nel romanzo, cioè nella finzione, una vittima; ed essere nella realtà il carnefice”.
Molto di quanto si scrive sull’affaire Kundera, ancora tutto da chiarire, è inquinato da un implicito paralogismo che mette in relazione di causa-effetto vita e arte. Ultima, in ordine cronologico, scempiaggine del causalismo determinista».
(Serena Vitale, table talk nelle pagine della «Domenica» del Sole24Ore, 26 ottobre 2008)
«[…] L’arte di fare il libro d’arte? Chi lo fa? L’artigiano-bifronte, che da una parte agisce, stampa, clona, icona, allega, assembla, ordina, produce, riproduce, traduce, riduce, cataloga, smista, organizza, stratifica, ammassa sceglie, incastona, scastona, tramanda, scandaglia, ritaglia, taglia (Italia e non solo), copia, dispone, seleziona, scandisce, scopre, ingrandisce, prova, riesce, rimanda, ricuce, informa, illumina, legge, scova, stringe, abbrevia, dilata, e dall’altra parte attende, aspetta chi colleziona, chi legge, chi compra, chi vede la sala del bell’aspetto: e se il bell’aspetto non fosse altro che una meravigliosa attesa?».
[Alessandro Bergonzoni ha inaugurato oggi Artelibro, a Bologna]