Birds on the Wires
by Jarbas Agnelli
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La terra e a lei concorde il mare
e sopra ovunque un mare più giocondo
per la veloce fiamma dei passeri
e la via
della riposante luna e del sonno
dei dolci corpi socchiusi alla vita
e alla morte su un campo;
e per quelle voci che scendono
sfuggendo a misteriose porte e balzano
sopra noi come uccelli folli di tornare
sopra le isole originali cantando:
qui si prepara
un giaciglio di porpora e un canto che culla
per chi non ha potuto dormire
sì dura era la pietra,
sì acuminato l’amore.
(Mario Luzi, Natura)
”[…] La discussione e l’approvazione della legge sono state spostate a settembre: il fatto che persino le riottose e bizzose associazioni dei giornalisti abbiano sospeso il loro sciopero dovrebbe quanto meno fare riflettere i promotori dello sciopero dei bloggers. L’informazione, l’indipendenza, l’obiettività e la libertà si difendono tramite il loro continuo e indefesso esercizio. Mi sembra che questo sciopero non faccia niente di tutto questo, mascherando la propria inutilità dietro un logoro manto di eroismo, retorica e resistenza al censore berlusconiano. Non guasta mai, ma non basta più”.
(via francescocosta.net)
Scrivere è tradurre. Lo sarà sempre. Anche quando stiamo utilizzando la stessa lingua. Trasformiamo quello che vediamo e che sentiamo (supponendo che il vedere e il sentire, come li intendiamo in generale, siano qualcosa di più che le parole con cui ci è relativamente possibile esprimere il visto e il sentito…) in un codice convenzionale di segni, la scrittura, e lasciamo alle circostanze e alle casualità della comunicazione la responsabilità di far arrivare all’intelligenza del lettore, non la totalità dell’esperienza che ci siamo riproposti di tradurre (inevitabilmente frammentaria se rapportata alla realtà di cui si era alimentata), ma almeno un’ombra di quello che nel profondo del nostro spirito sappiamo essere intraducibile, per esempio, l’emozione pura di un incontro, la meraviglia di una scoperta, quell’istante fugace di silenzio precedente alla parola e che rimarrà nella memoria così come il resto del sogno che il tempo non cancellerà interamente.
(José Saramago, via »)
– La differenza tra gli uomini e le donne consiste in questo: che le donne parlano e gli uomini no. Gli uomini parlano solo quando hanno qualcosa da dire, mentre le donne parlano sempre di qualsiasi cosa.
– Gli uomini non parlano per il semplice motivo che non sanno cosa dire. Agiscono molto e pensano poco, per questo non parlano. Chi pensa parla.
(Luisella Fiumi, Come donna, zero): è tornata.
…e il linguaggio umano è simile ad un tamburo rotto su cui battiamo melodie per farci ballare gli orsi, mentre ciò che desideriamo è fare musica che commuova le stelle.
• Online i manoscritti di Madame Bovary
Il sogno segreto
dei corvi di Orvieto
è mettere a morte
i corvi di Orte.
(Toti Scialoja, ora in Versi del senso perso)
«Nell’esperienza che ne ho, la fatica-piacere di scrivere tocca ogni punto del corpo. Quando il libro è finito, è come se si fosse stati frugati con eccessiva intimità e non si desidera altro che riguadagnare distanza, ritornare integri. […] quando si smette di scrivere si ridiventa sé stessi, la persona che comunemente si è, nelle occupazioni, nei pensieri, nel linguaggio. Perciò ora sono di nuovo io, me ne sto qui, faccio le mie cose tutti i giorni, non c’entro col libro o, per dir meglio, ci sono entrata, ma adesso non posso più entrarci. Né d’altra parte il libro può rientrare in me. Non mi resta quindi che proteggermi dai suoi effetti, ed è quello che cerco di fare. L’ho scritto per liberarmene, non per restarne prigioniera».
(Elena Ferrante, da La frantumaglia)